Il Presidente Pagliara in audizione al Senato della Repubblica

Oggi il Presidente di Fondazione Sportcity Fabio Pagliara, ha relazionato in audizione sui Disegni di Legge nn. 287 e 1231 alla X Commissione – Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato della repubblica.

Ecco la nota che ha esposto durante l’audizione.

1. Il quadro costituzionale: attuare l’articolo 33

La recente modifica dell’articolo 33 della Costituzione, che riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme, rappresenta un passaggio storico per l’ordinamento italiano. Non si tratta di un inserimento simbolico, ma di un principio che impegna il legislatore a costruire politiche pubbliche coerenti, strutturate e misurabili. I Disegni di Legge nn. 287 e 1231 si collocano pienamente in questa traiettoria: riconoscere l’esercizio fisico come strumento di prevenzione e terapia significa dare attuazione concreta al dettato costituzionale, integrando stabilmente l’attività motoria nel sistema sanitario nazionale.

2. Dal consiglio alla prescrizione: il cambio di paradigma

La letteratura scientifica è concorde nel riconoscere l’efficacia dell’attività fisica nella prevenzione primaria, secondaria e terziaria delle principali patologie croniche non trasmissibili: malattie cardiovascolari, diabete mellito, obesità, patologie oncologiche, disturbi muscolo-scheletrici, depressione e fragilità psicosociale. L’inattività fisica costituisce uno dei principali fattori di rischio modificabili e incide in modo rilevante sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. I DDL 287 e 1231 introducono un elemento qualificante: il passaggio dall’attività fisica raccomandata all’esercizio fisico prescritto. Questa distinzione è sostanziale. La prescrizione medica attiva un percorso strutturato che implica: valutazione clinica; personalizzazione del programma; presa in carico qualificata; monitoraggio degli esiti; restituzione informativa al medico prescrittore.

In particolare: Il DDL 287 collega l’esercizio fisico ai LEA e delinea una rete territoriale multilivello, rafforzando la medicina di prossimità. Il DDL 1231 introduce il Registro nazionale delle strutture sportive, valorizzando la rete territoriale come infrastruttura operativa a supporto del sistema sanitario. Fondazione SportCity esprime convinto sostegno all’impostazione che riconosce l’esercizio fisico strutturato e adattato come parte integrante dei protocolli di prevenzione e cura.

3. La dimensione territoriale: città come infrastrutture di salute

La prevenzione non può esaurirsi nel perimetro sanitario. Le città rappresentano il luogo strategico in cui si gioca la sfida contro la sedentarietà. Parchi attrezzati, piste ciclabili, impianti di prossimità, scuole aperte allo sport e spazi pubblici accessibili costituiscono vere e proprie infrastrutture sanitarie indirette. Per questo riteniamo essenziale: integrare politiche sanitarie e pianificazione urbana; prevedere un raccordo strutturale tra ASL, Comuni e associazionismo sportivo qualificato; promuovere modelli di “prescrizione sociale” che colleghino il medico al territorio; utilizzare le “Sport City” come laboratori territoriali di prevenzione integrata. Se i DDL dialogano stabilmente con gli enti locali, la riforma assume una dimensione sistemica. Diversamente, rischia di rimanere parziale.

4. Filiera delle responsabilità e qualificazione professionale

L’ambizione della riforma richiede chiarezza normativa su tre punti essenziali:

a) La filiera delle responsabilità. È necessario definire in modo inequivocabile: chi prende in carico il paziente dopo la prescrizione che sarà opera di un medico; chi redige il programma operativo; chi monitora gli esiti e con quali indicatori; come avviene il flusso informativo verso il medico prescrittore. La prescrizione è un atto clinico, redatto da un medico. L’esecuzione deve essere qualificata, tracciabile e sicura.

b) Il Registro nazionale delle strutture. Il Registro previsto dal DDL 1231 non può limitarsi a un elenco formale. Occorre stabilire requisiti minimi stringenti: presenza di professionisti adeguatamente formati; standard di sicurezza; protocolli di emergenza; sistemi di monitoraggio degli esiti; controlli periodici. Ciò tutela il cittadino e garantisce serenità operativa al medico prescrittore.

c) Integrazione multidisciplinare

È fondamentale una chiara definizione dei ruoli tra professioni sanitarie e laureati in scienze motorie, promuovendo un modello integrato e collaborativo che eviti sovrapposizioni o zone grigie normative.

5. Sostenibilità economica e impatto sul SSN

L’inserimento dell’esercizio fisico nei percorsi terapeutici deve essere accompagnato da un impianto economico definito. Se si parla di LEA, si parla di copertura. Se si parla di prevenzione strutturale, si parla di investimento. L’investimento in prevenzione attiva produce ritorni nel medio-lungo periodo attraverso: riduzione delle ospedalizzazioni evitabili; diminuzione del consumo farmacologico cronico (ove misurabile); riduzione della perdita di produttività; contenimento dell’invalidità precoce e della fragilità. Si propone l’istituzione di un sistema nazionale di monitoraggio dell’attività fisica prescritta, con indicatori: clinici; funzionali; sociali; economici. Misurare significa dimostrare. Dimostrare significa consolidare la riforma nel tempo.

6. Proposte integrative

Alla luce dell’analisi dei testi dei DDL 287 e 1231, la Fondazione SportCity propone di valutare: l’introduzione di un sistema nazionale di monitoraggio con indicatori di outcome; l’inserimento esplicito del raccordo con enti locali e reti associative sportive qualificate; campagne istituzionali coordinate tra Ministero della Salute e Ministero per lo Sport e i Giovani; programmi prioritari per anziani, persone con disabilità, soggetti fragili e popolazioni a rischio; sperimentazioni territoriali nelle “Sport City” come modelli replicabili a livello nazionale.

7. Conclusioni

I DDL 287 e 1231 rappresentano un’opportunità strategica per: dare attuazione concreta all’articolo 33 della Costituzione; rafforzare la prevenzione strutturale; innovare il modello di cura; integrare sanità e territorio; ridurre le disuguaglianze nell’accesso all’attività fisica; contribuire alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Non si tratta di una legge sullo sport. Si tratta di una riforma di salute pubblica. Affinché sia strutturale e non simbolica, è necessario definire con chiarezza percorso clinico, rete qualificata e sostenibilità finanziaria. La Fondazione SportCity conferma la propria piena disponibilità a collaborare con il Parlamento e con le istituzioni competenti per la costruzione di un modello italiano di esercizio fisico quale strumento permanente di prevenzione e terapia, coerente con il dettato costituzionale e con le migliori evidenze scientifiche.

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